Il Villaggio Scolastico di Signa: gli artigiani del dopoguerra

Foto dalla pagina Facebook Villaggio Scolastico di Signa

Era il 13 maggio 1945 quando il maestro Leopoldo Fantozzi e il capomastro Alberto Carpitelli diedoro vita al Villaggio Scolastico Artigiano di Signa, in provincia di Firenze. Una struttura nata per tutti quei ragazzi rimasti orfani e senza casa in seguito alla guerra. Lo scopo era quello di dar loro un tetto, di avviarli a un mestiere e di preparali ad affrontare degnamente la vita.
Il Villaggio Scolastico Artigiano ha rappresentato la storia, la cultura, il lavoro, l’istruzione, l’artigianato nei cinquant’anni che partono dall’immediato dopoguerra. Villaggio perché tutto era organizzato come in un piccolo stato democratico, Scolastico perché iniziò la sua vita nel seminterrato delle Scuole Elementari di Signa e per dare una – pur minima – istruzione a quella massa di bambini sopravvissuti alla guerra, Artigiano perché, oltre alla convivenza democratica, i ragazzi ricevevano una preparazione specifica all’artigianato locale.
Il Villaggio è stato inaugurato il 5 febbraio 1946 nei locali delle Scuole Elementari di Signa. Tutti gli insegnamenti e le attività erano svolte per formare bravi artigiani, che potevano poi trovare impiego nelle industrie locali. Ogni forma di sapere erudito, retorico, astratto era bandito da questa scuola, in cui le materie teoriche avevano stretta attinenza con le materie pratiche. Di qui la grande importanza tra gli insegnamenti teorici, attribuita allo studio delle leggi artigiane locali, alla tecnica del lavoro, al disegno artigiano.
Annessi al Villaggio c’erano i laboratori dove i futuri artigiani si esercitavano, sotto la guida di esperti operai: modellavano l’argilla al tornio, dipingevano le ceramiche, intagliavano il legno.
I reparti ceramica e falegnameria, già in piena attività, vennero seguiti dal reparto ‘paglia’ (la lavorazione della paglia era una delle più importanti industrie signesi). Nel 1946 era in corso di allestimento il laboratorio di meccanica ed elettrotecnica.
Il Villaggio permetteva a ogni allievo di fare la sua esperienza, di vagliare le proprie inclinazioni e di orientarsi verso le attività per la quale si sentiva più portato.
Ma con quali mezzi è sorto e viveva il villaggio? Esso trovava vita e alimento più che dal denaro, dall’amore disinteressato del popolo signese. Erano le ditte locali che davano il loro contributo, perché vedevano nell’istruzione la continuazione dell’artigianato fiorentino; erano gli operai che, spontaneamente, rinunciavano a una parte della loro paga settimanale in favore della scuola dei loro figli, e che usciti stanchi la sera dal laboratorio o dall’officina, sacrificando volentieri un’ora o due di libertà, per insegnare disinteressatamente il loro mestiere ai cittadini del Villaggio.
Ma c’è di più. I giovani disoccupati della zona trovavano anch’essi ospitalità nel Villaggio, dove lavoravano fraternamente insieme ai ragazzi per apprendere un lavoro.

 

Ma nel 1947 i locali, già sede del Villaggio, furono chiusi d’autorità, ed il Villaggio stesso vide la sua seconda luce, la vera luce, in un granaio ampio, non bello, ma decente, ubicato in Viuzzo Bordoli.
Era quello un piccolo mondo di povera gente, un ambiente amato per quella sua umiltà, perché rifugio sereno dove ognuno nell’operosità, nel costante sacrificio d’ogni giorno, aveva la gioia di non sentirsi solo.
Ed i ragazzi impararono ad autogestirsi, a sentire l’intima bellezza di essere utili a sé ed agli altri.
Lo stanzone prese un aspetto diverso, acquistò con il passar del tempo una bellezza particolare, tutti si adoperavano per questo, tutti donavano il loro amore a quella casa straniera.
Il Villaggio acquistò nel travagliato cammino, in questa sua faticosa rinascita una coscienza umana ancor più sensibile, e volse lo sguardo ad orizzonti più vasti, nel dolce sogno di creare una casa, perché tanta gioventù potesse sperare nell’amore.
Questo sogno lungamente accarezzato in segreto, popolato di volti, di cose, arricchito nelle immagini da sentimento, sospinse il Maestro Fantozzi a dare al Villaggio una casa. Tutto iniziò nel 1950.
Il 1° gennaio 1950 vennero completate le trattative da parte del Maestro Fantozzi col signor Rindi per l’acquisto del terreno in Via Cattani Cavalcanti con una superficie di circa 2400 metri quadri e il 5 gennaio dello anno venne stipulato il compromesso tra le due parti.
Il 15 gennaio si diede avvio ai lavori di quella costruzione che sarà veramente imponente con una magnifica scalinata, un atrio, i giardinetti e un vasto cortile sul retro dove verranno approntati gli svaghi. Durante i lavori, nel mese di giugno, arrivarono anche persone proveniente da diverse parti del mondo per aiutare nella costruzione. Il terreno del costruendo Villaggio diventa un campo internazionale di lavoro dove trascorrono un certo periodo delle loro vacanze, tutta gente venuta a Firenze per la conferenza dell’UNESCO.
Il Villaggio venne completato nel 1958, così come lo si vede oggi. A far da madrine Clelia Garibaldi e Wanda Ferragamo.

In quasi cinquant’anni di scuola 10.000 allievi hanno percorso gli spazi del Villaggio e tutti hanno trovato lavori decorosi; alcuni sono diventati illustri in tutti i settori nei quali il Villaggio svolgeva la sua funzione di insegnamento: dalla ceramica, alla bigiotteria, dalla paglia alla tipografia, dalla meccanica all’elettrotecnica, dalla pelletteria alla scultura. Opere effettuate dagli allievi del villaggio sono presenti nella città di Longarone e di Magnano (Friuli).

Negli ultimi anni l’amministrazione comunale, gli eredi dei fondatori e tante altre persone – come i membri della stessa Pro loco di Signa e i «Ragazzi del Villaggio» – sono impegnati nel rilancio della memoria del Villaggio attraverso incontri, iniziative e piccoli interventi di restuaro. Tra le iniziative, il 13 maggio scorso è stato organizzato un evento per piantare i giaggioli e creare così un’occasione di scambio e confronto sul futuro del villaggio. 

Per saperne di più: pagina Facebook o sito Pro loco Signa

Spread the word. Share this post!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi